In memoria di Manlio Marcioni. Il ricordo del Presidente FSSI, Daniela Mazzocco

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Credo tutti concordino con me sul fatto che il grande Manlio Marcioni sia stato un uomo che oltre a dedicarsi anima e corpo all'ENS e al sociale per il miglioramento della qualità della vita e del benessere dei sordi, si sia prodigato all'estremo anche e soprattutto per lo Sport Silenzioso Italiano e che il suo acume sportivo ha dato vita a varie iniziative a favore di tutto il movimento dei Sordi, in primis, la creazione dell'importante Fondazione Francesco Rubino.

Manlio Marcioni debuttò nel mondo dello Sport nel lontano 1957 e finché rimase in vita si dedicò anima e corpo all'organizzazione delle attività sportive, lavorando anche nell'ambito sociale, poiché era insita in lui la convinzione che per i Sordi si potevano creare progetti ad ampio respiro come la creazione di una grande Fondazione, per il riscatto umano e sociale degli sportivi sordi che negli anni hanno da sempre portato in alto la bandiera dello Sport Silenzioso; progetti questi nei quali ha sempre fortemente creduto dedicandosi con passione e spirito di abnegazione.

Personalmente lo ricordo come un uomo con la testa china sulle carte da leggere, all'apparenza un po' assente, ma in realtà sempre molto attento a tutto ciò che gli accadeva attorno, pronto a cogliere tutte le sfumature, per il bene e nell'interesse di tutto il movimento sportivo dei Sordi. Visti i risultati all'ora raggiunti, posso affermare, che pochi avrebbero avuto il Suo coraggio nell'intraprendere e proseguire con immutata passione questo cammino volto all'emancipazione sportiva e sociale delle persone Sorde.

Solo un grande uomo con un pensiero libero ed una mente aperta poteva raggiungere questi risultati cui il tempo ha dato il giusto riconoscimento alla validità dei suoi progetti e alle sue molteplici iniziative. Mai mischiò il Suo impegno nello sport e nel sociale con la Sua vita privata, anzi, con grande pudore ha sempre affrontato la vita di tutti i giorni con molta riservatezza e garbo, sempre con il sorriso sulle labbra, pronto a rispondere in modo serafico a coloro che gli chiedevano un consiglio, un sostegno, una collaborazione, in parole povere un aiuto ad affrontare le difficoltà che la vita quotidiana riserva a tutti noi. Grande Manlio.

E' già passato un anno da quando ci ha lasciato nello sgomento generale di tutti e mi rendo conto quanto importante sia stata la Sua Vita per i Sordi e mi immagino di averlo ancora con noi impegnato in qualche lavoro nella Fondazione Rubino o in qualche nuovo progetto, sempre e comunque per il bene di tutti noi. La Sua figura luminosa ha portato la luce nella vita di molti Sordi, attraverso il Suo costante impegno sia nello sport che in ambito sociale.

I Suoi trent'anni di vita passati a curare una Fondazione che, anno dopo anno, è diventata un riferimento importante per gli sportivi silenziosi, hanno lasciato un'impronta ed un significativo modus operandi a cui tutti noi dobbiamo prendere esempio per lavorare nel movimento dello sport silenzioso nel rispetto degli ideali sportivi ai suoi più alti livelli. Purtroppo impegni Istituzionali mi impediscono di essere presente oggi con Voi per commemorare il caro Manlio e per condividere, insieme, alcuni aneddoti su di Lui.

Mi auguro che tutti noi possiamo trarre insegnamento dall'impegno profuso da Manlio in favore delle persone Sorde, per cercare di operare con quella passione e quell'unità di sentimenti che hanno contraddistinto la strada tracciata tanti anni fa dallo stesso Marcioni e che oggi, con grande orgoglio ma anche con molto rispetto e gratitudine, tutti insieme intendiamo perseguire.
 
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