Pierbon inarrestabile: vince l’oro nel Gigante. Per l’Italia è la sesta medaglia

Quando le parole cominciano a scarseggiare arrivano i tempi. E quelli di Giacomo Pierbon in queste Olimpiadi invernali dei sordi di Valtellina e Valchiavenna sono decisamente pazzeschi. Non tanto perché continua a vincere (anche, naturalmente). Quanto perché vince sul filo di lana, lottando, battendo avversari di grande valore e questo regala sicuramente gusto e soddisfazione per tutto lo sci italiano, per lo sci dei sordi e, in generale, per il movimento della Federazione Sport Sordi Italia. Lo sciatore originario di Schio (VI) vince il quarto oro in altrettante gare alle Winter Deaflympics che si concluderanno sabato con la finale di hockey su ghiaccio a Chiavenna e con la cerimonia di chiusura. Vince la quarta medaglia, la medaglia più brillante, dopo la giornata di riposo, e la mette al collo nello slalom gigante. Nella prima manche era secondo e, forse proprio questo distacco minimo dal quarto oro, lo ha fatto reagire forte, ancora più forte. Il portabandiera azzurro ha, quindi, recuperato quasi un secondo sul francese Sarremejane che si è così dovuto accontentare dell’argento. Questo il podio finale: la medaglia d’oro, con il tempo di 2’09″83, è andata a Giacomo Pierbon – che dopo la vittoria nel Super -G di domenica ha chiesto alla sua fidanzata Anna di diventare sua moglie – mentre l’argento è al collo del francese Nicolas Sarremejane con 2’10″71. Infine, a vincere il bronzo è stato Jiri Hartig, della Repubblica Ceca, con 2’13″94. Si tratta della sesta medaglia per l’Italia: quattro ori di Pierbon, un bronzo negli scacchi con Duilio Collutiis e un bronzo nello snowboard cross con Erica Dugnani. Questo, infine, il podio femminile, sempre nello slalom gigante: Tereza Kmochova (Repubblica Ceca) 2’11″95 ha vinto l’oro, seconda Elena Yakovishina (Russia) con 2’12″59 e terza Melissa Koeck (Austria) 2’13″23: “E’ un onore vincere sulla pista Compagnoni, Deborah mi porta bene. Anche con gli udenti ho gareggiato spesso qui e mi è sempre piaciuta come pista. Oggi più che mai non mi aspettavo di vincere, ho visto il francese in forma, sapevo che sarebbe stato il favorito. Ma ho gestito bene la gara, con la giusta cattiveria. Proposta di matrimonio, quattro ori: tante cose tutte insieme. Ma ho trentadue anni, sono trent’anni che scio, ho un lavoro e ho sempre avuto la serenità, proprio grazie all’azienda e alla Federazione, di allenarmi con la mente sgombra e di tirare fuori quello che ancora avevo. Ma da domani, comunque andrà, impacchetto gli sci e torno un uomo normale”.

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